La truffa dei pedaggi autostradali in Sicilia

Dal 1° maggio scatta il pedaggio sulle autostrade siciliane dell’Anas, vale a dire la Catania-Palermo, la Palermo-Mazara del Vallo e la Catania-Siracusa.

Il decreto del Consiglio dei Ministri che impone il pedaggio per le autostrade siciliane è:

- illegittimo perché, per l’articolo 32 dello Statuto di Autonomia della Regione Siciliana, il demanio è di competenza della Regione e non dello Stato (perdippiù nella seduta in cui è stato fatto non era stato invitato il Presidente della Regione Siciliana che, per l’art. 21 dello Statuto, deve essere invitato con diritto di voto ogni qualvolta si parli di argomenti che hanno relazione con la Sicilia)

- una presa in giro perché è una vera e propria tassa “occultata” – lo Stato non può istituire tasse in Sicilia, se non le imposte di produzione e le entrate dei tabacchi e del lotto (art.36 dello Statuto di Autonomia) – infatti i soldi dei pedaggi andranno sì all’Anas ma lo Stato decurterà dal suo contributo annuo all’Anas la somma che essa incasserà dai pedaggi (se non è presa in giro questa…)

- avulso dal contesto della situazione specifica della rete autostradale e stradale siciliana e delle vie alternative (rete ferroviaria).
La cosa assurda è che questa decisione ministeriale vale solo per le autostrade siciliane dell’Anas.
E più assurdo ancora è il fatto che tutti gli automobilisti dovranno munirsi di un trasponder, altrimenti arriva il conto a casa.

Infatti sarà adottato il sistema «free flow» che in parole povere è questo: siccome non ci saranno caselli metteranno degli speciali macchinari che riprenderanno la targa dell’auto.

E se l’auto ha il trasponder – un sistema di rilevamento satellitare – va bene, perché il ticket sarà pagato attraverso ciascun conto personale.

Se invece la vettura non ce l’ha il conto arriva a domicilio. E questo riguarda non solo le autostrade Anas, ma anche le loro pertinenze, ad esempio la tangenziale di Catania, tanto per dirne una.

Ma poi questo trasponder dove si acquista? Nessuno l’ha ancora detto. Non soltanto è una stangata per gli automobilisti siciliani, ma anche un controsDal 1° maggio scatta il pedaggio sulle autostrade siciliane dell’Anas, vale a dire la Catania-Palermo, la Palermo-Mazara del Vallo e la Catania-Siracusa.

La cosa assurda è che questa decisione ministeriale vale solo per le autostrade siciliane dell’Anas. E più assurdo ancora è il fatto che tutti gli automobilisti dovranno munirsi di un trasponder, altrimenti arriva il conto a casa. Infatti sarà adottato il sistema «free flow» che in parole povere è questo: siccome non ci saranno caselli metteranno degli speciali macchinari che riprenderanno la targa dell’auto. E se l’auto ha il trasponder – un sistema di rilevamento satellitare – va bene, perché il ticket sarà pagato attraverso ciascun conto personale. Se invece la vettura non ce l’ha il conto arriva a domicilio.

E questo riguarda non solo le autostrade Anas, ma anche le loro pertinenze, ad esempio la tangenziale di Catania, tanto per dirne una.
Ma poi questo trasponder dove si acquista? Nessuno l’ha ancora detto.

Non soltanto è una stangata per gli automobilisti siciliani, ma anche un controsenso perché tutti conosciamo le pessime condizioni della Catania-Palermo, l’autostrada più trafficata, l’asse stradale che taglia la Sicilia a metà per congiungere i due capoluoghi più popolosi e più importanti. Anche chi percorrerà la nuova Catania-Siracusa troverà dal 1° maggio questa brutta sorpresa: che era stata annunciata, ma nessuno ci credeva essendo tanto assurda.

L’Anas – e questo si sapeva – ha fatto il bando di gara per affidare a una società specializzata il rilevamento delle targhe e già i tecnici di questa società stanno collocando le apparecchiature.

Una delegazione guidata dall’on. Salvino Caputo (che arriva a parlare di «multe» per chi non ha il trasponder) si è recata dal prefetto di Palermo per sottoporgli la situazione di disagio che questo nuovo balzello provocherà agli automobilisti siciliani e la protesta arriverà al ministro delle Infrastrutture Altero Mattioli, che ha promesso di occuparsi della vicenda. Al prefetto è stata consegnata una petizione con migliaia di firme.
L’Anas sta penalizzando la Sicilia in diversi modi: sta cercando di togliere al Consorzio autostrade siciliane la concessione della gestione della Catania-Messina e della Messina-Palermo, oltre che della Siracusa-Gela in fase di lavorazione. Ora mette il pedaggio elettronico sulle autostrade dell’Anas in Sicilia, nel contempo tiene in condizioni pietose la Catania-Palermo e anche la «pertinenza» del viale del Mediterraneo a Catania senza illuminazione per lunghi tratti.

C’è da esprimere una ferma protesta da parte della Regione siciliana, la quale, come ha fatto contro la revoca delle autostrade del Cas sospesa recentemente dal Tar di Palermo, dovrebbe fare ricorso anche per questi pedaggi non giustificati né dalle condizioni delle autostrade Anas in Sicilia, né da altre motivazioni. L’Anas metta a norma le sue autostrade, realizzi i caselli e non costringa gli automobilisti a fornirsi di trasponder, perché non viviamo in una caserma.

fonte: http://nopedaggisicilia.myblog.it/

http://www.ilgrillodipalermo.it/

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