“Se non mi fossi convinto della sicurezza del MUOS, che non è barattabile con nessuna compensazione, io non sarei qui assolutamente a parlarvi, perché non c’è né punto nascita in un ospedale, né Ponte sullo stretto che tenga, rispetto alla salute dei cittadini…”. Si presenta così d’avanti al consiglio comunale di Niscemi (Caltanissetta) il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, per formalizzare il suo giro di valzer sul terminal terrestre del nuovo sistema satellitare che i militari USA vogliono realizzare all’interno della riserva naturale “Sughereta”. Dopo il “No” e il “Ni”, finalmente il “Sì” di petto: il MUOS è “sicuro al 1.000 x 1.000” e “riduce” perfino l’inquinamento elettromagnetico generato dall’impianto di telecomunicazioni che l’US Navy gestisce da quasi vent’anni a Niscemi. È per questo, secondo Lombardo, che sono superflui i risarcimenti e le misure compensative che la Regione era pronta ad offrire poco meno di sei mesi fa, appena un paio di vigilantes a cavallo nella riserva naturale, un centro in ospedale per monitorare i tumori e una sospetta “zona franca cittadina”, altro che Ponte di Messina. E per convincere sindaco, giunta e consiglieri che il MUOS s’ha da fare, don Raffaele sì è fatto accompagnare a Niscemi da due “esperti segnalati in maniera particolare dal rettore dell’università di Palermo”, una pattuglia di dirigenti regionali, tre colonnelli delle forze armate e un parlamentare, Alessandro Ruben (Fli), componente della commissione difesa della Camera e delegato presso l’Assemblea Parlamentare della NATO.
Per Massimo Coraddu, componente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) di Cagliari, la valutazione d’impatto ambientale del sistema di telecomunicazioni satellitari, presentata dalla US Navy, “risulta gravemente carente e inadeguata sotto molteplici aspetti e non consente in alcun modo di valutare la gravità dei problemi e dei rischi legati alla sua installazione”. “Non vengono rese note le principali caratteristiche dei trasmettitori e delle antenne utilizzate (potenza, frequenze, caratteristiche del segnale, etc.) e neppure viene spiegata la metodologia di calcolo”, aggiunge Coraddu. “I risultati sono tra loro incoerenti e contraddittori: come distanza di sicurezza per l’emissione di microonde dalle parabole, vengono presentati due differenti valori, entrambi spaventosamente alti, 38,9 Km alla tabella 6.5 e 135,7 Km alla tabella 6.7. La valutazione delle distanze di sicurezza e del livello di campo è stata realizzata verificando, una alla volta, l’emissione delle singole antenne, e non, come prescrive la normativa, l’emissione simultanea di tutti gli apparecchi, al massimo livello di potenza. Non viene neppure esaminato quello che probabilmente è il peggiore dei rischi possibili: un incidente o un errore di puntamento che porti all’esposizione accidentale al fascio di microonde, pericolosissimo e potenzialmente letale, anche per brevi esposizioni, a distanze inferiori a circa 1 Km”.
Il ricercatore dell’Istituto di Fisica Nucleare lamenta come sia stata omessa ogni considerazione riguardo l’impatto delle emissioni sull’ambiente naturale circostante, “quando è ben noto come le microonde risultano nocive per molteplici specie, come le api, fortemente disturbate anche da bassi livelli di campo (inferiori a 1 V/m), in presenza dei quali si disorientano e non riescono a mantenere unito lo sciame, tanto che la diffusione della telefonia cellulare è considerata una delle principali cause della spaventosa moria che sta interessando Europa e Stati Uniti. Emissioni estremamente intense come quelle generate all’interno del fascio di microonde del MUOS (centinaia o anche migliaia di V/m) sono in grado di ferire un uccello in volo a centinaia di metri dalla sorgente e in alcuni casi forse anche a ucciderlo”…
Sull’eventualità di realizzare centrali nucleari in Sicilia, il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ha ribadito che la posizinoe “continua ad essere quella di un no secco e assoluto. Ma il no – ha proseguito il governatore – credo valga per tutto il Paese e non solo per la Sicilia: non dimentichiamo che questo governo fino a pochi giorni fa ci aveva fatto sapere di alcuni siti come quelli di Marina di Ragusa o Licata. Non si puo’ non scendere in campo contro il nucleare. E noi lo faremo sicuramente”.
A TAL PROPOSITO E PER CERCARE DI SCONGIURARE ULTERIORI CAMBI DI VEDUTE DA PARTE DEL NOSTRO PRESIDENTE VOLEVO RICORDARVI DI VOTARE PER IL REFERENDUM ABROGATIVO DEL 12 GIUGNO.
Ai referendum del 12 giugno per dire NO devi segnare SI.
1) Vuoi eliminare il ricorso all’energia nucleare? SI.
2) Vuoi cancellare la privatizzazione dell’acqua? SI.
3) Vuoi sbarazzarti del legittimo impedimento? SI.
FONTE : http://www.peacelink.it/


